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Celebrazione domestica della passione del Signore nel Venerdì Santo

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croce

Celebrazione domestica della passione del Signore nel Venerdì Santo

LA PAROLA DELLA CROCE

LUOGO: il cortile, o il balcone/terrazzo. Gli spazi in genere occupati dal riposo, dalle relazioni, dagli incontri sotto casa, diventano cassa di risonanza della parola della croce.
PREPARAZIONE: nel tardo pomeriggio (prima di cena) si porta fuori il crocifisso, allestendo un luogo di preghiera sobrio.
INIZIO (chi guida la preghiera): “Facciamo memoria della morte di Gesù. Dando la sua vita fino in fondo e fino alla fine, ci ha aperto la strada, perché potessimo credere all’amore, fidarci del Padre, risorgere a vita nuova, dentro e oltre ogni male. Ascoltiamo la Parola”
PROCLAMAZIONE DELLA PAROLA
Dal libro del profeta Isaia (52,13 – 53,12)
13. Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
14. Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo -,
15. così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
1. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
2. È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
3. Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
4. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
5. Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
6. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
7. Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
8. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
9. Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
10. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
11. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
12. Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.
SALMO 31
Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito
2. In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
6.  Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
12. Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
13. Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare.
15. Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
16. i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori:
17. sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
25. Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.
Dalla lettera agli Ebrei (4, 14-16; 5, 7-9)
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede, Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
Cristo, infatti, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
ASCOLTO DELLA PASSIONE SECONDO GIOVANNI: 18,1 – 19,42
VENERAZIONE DELLA CROCE: si profuma la croce con olio profumato, mentre si accende la candela. Dopo un istante di silenzio, segue la preghiera dei fedeli spontanea
CONCLUSIONE (chi guida la preghiera): “Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo, che ha fatto memoria della morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la speranza”.
Al termine si porta la croce in cantina (o luogo simile, comunque buio e appartato), sempre in modo curato, accompagnata da una candela che verrà spenta una volta riposta la croce.
L’ambiente della cantina (o simile) simboleggia l’attesa, ma anche la discesa silenziosa di Gesù nel sepolcro, in solidarietà con la morte di tutti gli uomini. Intanto, nell’angolo consueto della preghiera, si chiude la Bibbia.
Chi non avesse la possibilità di usufruire di una cantina (o luogo simile), può riporre la croce nel luogo della preghiera e coprirla con un velo.
Sia a pranzo che a cena si dovrebbe mantenere una visibile sobrietà, utilizzando il pane del giorno prima.

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