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La Traccia Domenica 11 Agosto

Domenica 11 agosto, 19° del Tempo Ordinario (anno C)

LA RESPONSABILITA’ DELLA FEDE

(Eb 11, 1-2.8-19 – Lc 12, 32-48)

 

  La fede cristiana non è fuga dal mondo, ma criterio di una vita che desideri essere pienamente umana. Dunque, porta con sé il risvolto di una responsabilità nei confronti del mondo creato.

  Più si approfondisce il legame credente e più ci si dovrebbe coinvolgere nel contribuire in prima persona ad allargare qui ed ora il desiderio buono del Padre di Gesù sulla sua buona creazione, diventando amministratori saggi e accorti a proposito della casa comune in cui viviamo.

  Chi è dunque l’amministratore affidabile agli occhi di Gesù? Prima di tutto lo è chi impara ad avere un cuore libero, trasparente, non appesantito da uno sguardo idolatrico sulle cose, perché “dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”. Più sei libero e più costruirai legami liberi, adulti, responsabili.

  In secondo luogo, le parabole di Gesù parlano di tempi che si dilatano, dunque di lungimiranza: è un saggio amministratore chi non ha timore dei tempi lunghi, chi matura uno sguardo ad ampio raggio, senza cedere alla tentazione del risultato immediato. E’ troppo facile trasformare il prolungarsi dell’attesa del padrone in uno sguardo di razzia, di protagonismo e di potere per sé, a detrimento del buon vivere insieme e di chi abiterà la terra dopo di noi.

  E in ultimo la vita del discepolo è connotata da una profonda risorsa interiore di fiducia, che certamente non si improvvisa, ma ha bisogno di cura quotidiana. E’ ciò che è accaduto, come ci ricorda la lettera agli Ebrei, ai patriarchi e ai tanti fratelli che ci hanno preceduti nella fede: la loro appassionata responsabilità per la vita umana, faticosamente elaborata nelle vicende personali della propria esistenza, è stata accesa, accompagnata e rinnovata da questo esercizio continuo di fiducia, che solo è capace di vincere la diffidenze, le resistenze, le chiusure, la moltiplicazione irresponsabile della paura che blocca ogni saggia edificazione di un futuro possibile.

  Libertà di cuore, lungimiranza, fiducia: ci è affidato molto e richiesto molto, non certo per fare gli eroi, ma per una passione di Dio per questo mondo così grande da desiderare che ci sia sempre qualcuno a condividerne la bellezza e la responsabilità. D’altronde, non dobbiamo mai dimenticarci che il Padre di Gesù è un “padrone” molto particolare: sogna a tal punto di avere commensali che condividono il suo amore per l’umanità da essere lui stesso a stringersi le vesti ai fianchi e servire noi, purché non ci scordiamo mai che si può ricominciare sempre ad essere fiduciosi, a dispetto di tutti quelli che gettano inutile benzina sul fuoco delle nostre paure.

 

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