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La Traccia Domenica 16 giugno

Domenica 16 giugno – Santissima Trinità (anno C)

I LEGAMI DI DIO

(Gv 16, 12-15)

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  Più Gesù si avvicina al compimento della sua vita e più si preoccupa di non concentrare l’attenzione su di sé. Anzi, rimanda di continuo al Padre e annuncia lo Spirito, come dono futuro.

  Incrociare la storia di Gesù e seguirla fino in fondo esige di entrare con tutto se stessi nell’immagine propriamente cristiana di Dio, che non ha nulla da spartire con l’idea di una monade solitaria o di una sorta di motore immobile, senza storia né affetti. Egli, invece, si manifesta come Dio Trinità, amore tra Padre, Figlio e Spirito, relazione originaria, intreccio di legami e di reciproci rimandi.

  La vita cristiana si coinvolge da sempre in questa sfida: di fronte alla continua tentazione dell’individualismo e del potere, Gesù mette in campo la giustizia dei legami affettivi, la comunione con l’altro, il riconoscimento della diversità come il cuore stesso di Dio, dunque come la sorgente, il senso e la destinazione di tutte le cose.

  Già nel deserto, prima dell’inizio della sua vita pubblica, Gesù aveva imparato, istruito dallo Spirito, ad allontanare ogni immaginario di Dio che si mischiasse in modo demoniaco con forme di violenza prevaricante, fosse anche esercitata a fin di bene (“trasforma queste pietre in pane!”). Ora non torna indietro, anzi: la sua Signoria è tale proprio perché si rivela come il contrario del protagonismo, come l’opposto del dio faraone, perché si manifesta nell’apertura, nella capacità di fare spazio, di dedicare la vita, di rimandare ad altri.

  Sì, il Dio Trinità lancia e rilancia questa sfida, come compito per la testimonianza della chiesa e come cammino per l’umanizzazione di tutti: se vuoi toccare la vita reale, davvero all’altezza dell’umanità, non partire dalla solitudine dell’onnipotenza, ma dai legami che da sempre ti fanno esistere. Questa prospettiva non è un dettaglio, o una delle tante possibilità, ma l’unico accesso reale al senso del mondo. E’ allora che sarai libero, perché man mano che la tua esistenza, come quella di Gesù, va avanti e procede verso il suo futuro, imparerai a lasciare spazio, a generare altra vita, a dare respiro, a prendere del tuo e a consegnarlo ad altri senza invidia, a creare qualcosa che potrà accadere e continuare anche dopo di te.

  Facendo così non perdi te stesso, non rinunci alla tua presunta autonomia solitaria, ma ti ritrovi in pienezza, come uomo, perché assapori l’origine, la parola prima e ultima della vita di tutti.

  E’ questo l’annuncio del Dio Trinità, del Dio di Gesù. Spetta a noi coglierlo e lasciare che diventi forma e stile del nostro vivere quotidiano.

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