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La traccia domenica 12 agosto

LA TRACCIA – Un pensiero per domenica

Domenica 12 agosto – 19° del Tempo Ordinario (anno B)
DAL CIELO
(Gv 6, 41-51)

Chi dipinge sa guardare il cielo in un modo particolare. Non lo osserva per fuggire dalla terra, o per rifugiarsi in sogni impossibili. Non lo sente distante, come una realtà lontana, astratta. Percepisce, invece, i suoi continui cambiamenti di colore nelle varie fasi della giornata. Il cielo, dunque, diventa ossigeno, concretezza di una vita che può essere colta finalmente nella sua profondità. Solo uno sguardo fiducioso, credente, coinvolto, appassionato, può scorgere queste sfumature e imparare a “vedere” il cielo nelle cose più comuni, nei gesti più quotidiani.
Il vangelo ci restituisce gli occhi di Gesù, il suo modo singolare di guardare il mondo. E’ uno sguardo che blocca la pericolosa violenza della mormorazione e “riapre” il cielo, chiedendo ancora una volta alla folla, ai discepoli e a noi che leggiamo, di abbattere le difese e di metterci in cammino. Senza questa fiducia originaria, senza questo sguardo credente, il cielo è lontano, il pane rimane un puro pezzetto di cibo che sfama per un breve istante, i gesti e le parole risultano muti, freddi, puri movimenti insignificanti. Per riconoscere la bellezza di un legame, per sentire la ricchezza di un segno, per scorgere in Gesù il Pane dal Cielo che dà la vita, non basta sapere tutto dall’esterno, come può succedere per una formula matematica. E’ necessario invece un coinvolgimento, una relazione concreta, l’umiltà di lasciarsi attirare e guidare.
E’ l’esatto contrario della mormorazione, che puntualmente semina menzogna e moltiplica diffidenza. Gesù, di fronte a questo atteggiamento, non perde tempo; semplicemente si smarca. Continua per la sua strada, raccontando la promessa della risurrezione e di un cibo che permette di proseguire il cammino senza illusioni.
Chi mormora pensa di vedere e sapere tutto, ma in realtà è cieco e falsifica ciò che succede. Abbiamo bisogno, invece, dello sguardo umanizzante di Gesù, occhi di pittore, di artista, che sanno percepire nelle più piccole sfumature del cielo, come nel più semplice pezzo di pane, la vicinanza di una benedizione che fa vivere e rigenera, non solo per un istante, ma dentro ogni passo della nostra vita quotidiana.
Il resto lasciamolo alla bieca e irrisoria tristezza dei mormoranti di turno!

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