La Traccia

La Traccia domenica 7 Gennaio

LA TRACCIA – Un pensiero per domenica

Domenica 7 gennaio – Festa del Battesimo di Gesù (anno B)
ESSERE LAVATI
(Mc 1, 7-11)

Tutti siamo figli, perché abbiamo ricevuto la vita da altri. In questo sta la nostra dignità, che nessuno ci può togliere, se non facendoci scandalosamente violenza. E che siamo figli amati è scritto prima di tutto sul nostro corpo, quasi come un tatuaggio indelebile, a partire da un gesto posto su di noi all’inizio della nostra vita: qualcuno ci ha lavati, puliti, profumati, vestiti.
E’ facendo memoria di questi gesti, concreti e sensibili, che riusciamo a non perdere quella cura e quell’amore senza i quali non potremmo vivere da uomini. Ed è solo riconoscendo il nostro essere figli che impariamo ogni giorno, anche nei momenti più difficili, a diventare padri, a dare la vita, a saper generare.
Al fiume Giordano, nell’istante in cui Gesù viene lavato e battezzato con l’acqua, la voce dal cielo rivela la sua identità di Figlio amato dall’eternità; e in lui, una volta per sempre, si rivela in modo pieno la nostra esistenza di figli a partire da un amore che ci precede.
Rinnovare il proprio battesimo significa dunque spogliarsi di ogni padronanza sulla vita, abbandonare l’idea mortificante di essere noi all’origine di noi stessi, di non avere bisogno di nessuno, di non dipendere mai da altri.
Siamo venuti al mondo toccati da mani che ci hanno lavato. Proseguendo nella vita, soprattutto nella malattia e negli anni della vecchiaia, avremo sempre più bisogno di altre mani pronte a sostenerci e a curarci. Solo custodendo la consapevolezza di essere figli potremo vivere la nostra strutturale fragilità non come una minaccia, non come una vergogna, ma come una benedizione, come il segno più forte dell’umanità che è in noi, imparando a nostra volta, tutti i giorni, a prenderci cura di ogni figlio che diventa uomo.
Lavare il corpo dell’altro, accudire, profumare, sostenere e curare, stare accanto e prendere per mano: sono questi i gesti più spirituali, propri dello Spirito che scende su Gesù, perché non c’è vita battesimale se si fugge dalla responsabilità per il corpo dell’altro, bisognoso di cura come ciascuno di noi è stato accudito, un giorno, venendo al mondo come figlio.

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