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La Traccia domenica 16 Febbraio

                     Domenica 16 febbraio – 6° del Tempo Ordinario (anno A)

RESPONSABILITÀ

(Mt 5, 17-37)

La legge accompagna la libertà, non la sostituisce. Non si mette al posto della coscienza, ma la presuppone e la educa.

Se osservi rigorosamente i limiti di velocità quando sono indicati dai cartelli stradali, non sarai certo multato, ma se esci di casa al mattino con l’atteggiamento di chi pensa di essere il padrone solitario del mondo, anche se nessun cartello ti vieterà di pensare così, saresti passibile di multa cento volte tanto, perché è quel modo di essere che prima o poi, da qualche parte, genererà problemi, a te e agli altri.

Gesù non abolisce la legge, ma rivela un segreto vitale: nessuna prescrizione, per quanto sia adeguata, si può sostituire alla responsabilità personale, al faticoso cammino della coscienza. In effetti, a ben pensarci, l’aumento della giungla burocratica è direttamente proporzionale alla progressiva dimenticanza dell’agire responsabile, ed è esperienza quotidiana che tutto questo non ci rende più liberi, né tantomeno snellisce le pratiche, ma tende a soffocarci e a complicare le carte.

Le regole, dunque, sono necessarie per vivere bene, e per imparare a vivere bene insieme, ma sarebbe ingenuo ritenere che basterebbe appellarsi a qualcuna di esse perché tutto si risolva all’improvviso, perché ogni cosa vada a posto in modo automatico. La vita umana, infatti, passa sempre attraverso la formazione e l’impegno responsabile della coscienza: se c’è questo, allora la legge ha senso, non spegne la libertà, ma la accende e la guida.

Se il tuo cuore si abitua ad essere trasparente, allora anche le parole che usciranno dalla tua bocca saranno limpide, chiare, non ambigue. Se i gesti della tua mano, lo sguardo dei tuoi occhi, la direzione dei tuoi piedi si assumeranno il compito di muoversi con giustizia e lealtà, allora la legge non sarà più un espediente per sollevarti dalla tua responsabilità, ma una strada preziosa per custodirla, proteggerla ed esercitarla, fino alla fine.

E anche qualora in un tratto di strada pericoloso non ci fosse alcun cartello di pericolo o di limite di velocità, starai attento lo stesso, rallenterai senza arrabbiarti, alla maniera di una normale e libera abitudine.

Si chiama responsabilità, insostituibile e mai demandabile ad altri. Neppure alla miglior legge possibile!

          

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