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La Traccia domenica 2 Giugno

Domenica 2 giugno – Festa dell’Ascensione del Signore (anno C)

UNA CHIESA CHE … “NON STA PIU’ NELLA PELLE”
(Lc 24, 46-53)


Quando c’è qualcosa di bello che ci aspetta o di nuovo che stiamo per incontrare, “non si sta più nella pelle”, “non si vede l’ora” che succeda. Le espressioni sono molto suggestive: richiamano un brivido che fa uscire dagli schemi, una sana agitazione che fa guardare oltre, l’intuizione che ciò che si attende ci riguarda nel profondo, ma senza che ne possiamo diventare padroni o controllori. Appunto: “non sto più”, “non vedo”, ma senza poter ancora sapere dove starò e cosa vedrò.
Nel passaggio al Padre, Gesù “non sta più nella pelle”, ha fretta, corre spedito verso un transito che gli permetterà di essere presente per sempre tra gli uomini in modo nuovo e compiuto. Istruisce i discepoli sulle Scritture, parla di Gerusalemme, ma poi cambia direzione verso Betania, luogo delle amicizie di un tempo. Al tempo stesso richiama l’attesa di un dono futuro, che ancora non c’è, ma che arriverà presto. In questo andirivieni interiore e geografico egli sembra voler raccogliere tutto il senso della sua vita, passata, presente, futura, con una sana agitazione che fa nascere la Chiesa al centro di una divina inquietudine: non come struttura fissa, intenta a perpetuare la sua immobilità.

Nasce invece “in cammino”, come fraternità che “non sta più nella pelle”, che non ha altra passione se non quella di creare tempi e luoghi in cui possa risuonare da capo, in modo gratuito, la lieta notizia evangelica.
Il movimento di Gesù che, tornando al Padre, apre un futuro e fa guardare davanti, ci consegna questo stile: abitare il mondo con responsabilità, ma senza diventarne padroni. Quanto c’è bisogno di una Chiesa dell’Ascensione, che impari dal suo Signore a non trattenere per sé, ma a dare con libertà, a custodire senza sequestrare, a camminare accanto senza occupare tutti gli spazi!
Ascensione vuol dire “non stare nella pelle”, significa riconoscere che c’è sempre qualcosa oltre noi, che deve ancora venire, che esige fiducia e umile apertura. La Chiesa è nata così e per stare al mondo proprio in questo modo, nel passaggio inarrestabile verso ciò che ci viene incontro e può solo essere accolto con un sano brivido di stupore.

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