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La Traccia Domenica 24 Marzo

LA TRACCIA – Un pensiero per domenica

Domenica 24 marzo – 3° di Quaresima (anno C)
SAPER DECIDERE
(Lc 13, 1-9)

A decidere si impara. Non è un’operazione semplice, soprattutto in tempi un po’ confusi come quello attuale, in cui sembra molto più facile trovare scuse, anche legittime, per rimandare le scelte fondamentali della vita.
Eppure decidere è necessario, per non restare sempre e soltanto alla finestra, del tutto passivi rispetto allo scorrere dell’esistenza. Decidere significa non rimanere adolescenti per tutta la vita, ma metterci la faccia, assumere una responsabilità, pagare di persona, generare qualcosa, accettare di sbagliarsi, di sporcarsi le mani, di dover rimediare agli inevitabili errori. Se mettiamo insieme tutto questo, allora non è vero che decidersi è un peso moralistico, o una schiavitù volontarista, ma può diventare ciò che accende il desiderio, ciò che appassiona la nostra libertà, rendendola possibile, vivibile, umana.
La parabola del fico sterile pronunciata da Gesù ci provoca proprio su questo punto: ogni tempo che ti è dato da vivere è sempre un tempo di decisione, aperto davanti ai tuoi occhi dal gesto amorevole del contadino, che continua a lavorare il terreno a favore della pianta affinché possa portare frutto. Ma appunto, quel frutto non maturerà mai senza di te, ma solo tramite il tuo coinvolgimento e il coraggio delle tue scelte. Nulla è già deciso in anticipo e, al tempo stesso, nulla può accadere rimandando le scelte all’infinito. E’ necessario, dunque, entrare con tutto se stessi nel proprio tempo, senza fuggirlo, pieni di gratitudine per la paziente cura del contadino, ma senza approfittare della sua bontà dormendo sonni tranquilli.
Il libero esercizio della decisione è ciò che ci rende uomini. Per questo è fondamentale lasciarsi coinvolgere dagli avvenimenti che ci succedono attorno, evitando di pensare che non ci riguarderanno mai. Fatti aiutare, senza pretendere di poter decidere solo e sempre in modo solitario; prenditi il tempo dovuto, per non fare scelte affrettate dimenticando le conseguenze che ne derivano.
Basterebbe imparare da Gesù, che di fronte al male non ha timore di alzare la voce, non certo per suscitare paura o per fare l’autoritario di turno, ma perché una decisione è possibile solo a patto che qualcuno ci svegli, ci ammonisca, ci apra una strada, ci aiuti con forza a saper decidere sufficientemente bene.
A meno di tanto ci addormenteremmo tutti e anche la misericordia infinita di quel contadino, che è Dio stesso, non riuscirebbe a rallegrarsi nel vedere la nascita di buoni frutti.
Mettiamoci dunque al lavoro, chiedendo il coraggio profetico, anche se difficile, di ammonirci a vicenda, per imparare a decidere. Senza addormentarci!

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