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La Traccia domenica 23 Dicembre

LA TRACCIA – Un pensiero per domenica

Domenica 23 dicembre – 4° di Avvento (anno C)

GREMBI CHE SI INCONTRANO
(Lc.1, 39-45)

Al centro dell’incontro tra Maria ed Elisabetta sta il grembo. Le due donne si esprimono, dialogano, si salutano tramite il ventre, dando voce a ciò che sorprendentemente succede nelle loro viscere. Le madri sanno più di ogni altro mettersi in ascolto del proprio corpo, cogliendone la profondità e la promessa.
Il grembo, in effetti, è la nostra prima casa e il Figlio di Dio inizia la sua presenza tra noi lasciandosi tessere nel grembo di una donna. Non per nulla il termine ebraico “misericordia” richiama le viscere, il grembo, la placenta: per la mentalità biblica, prendersi cura dell’altro è possibile soltanto attraverso il lungo tirocinio del seno materno, che fin da subito, anche se in modo invisibile, ci mette in relazione con il mondo, con i sentimenti più profondi dell’umano.
Il grembo avvolge, custodisce, nutre. E’ lo spazio concesso ad un altro che arriva, che non si conosce, che è totalmente della madre ma al tempo stesso del tutto diverso ed estraneo, tant’è che è propria della gravidanza la fatica del vomito e della nausea. Fare spazio in se stessi ad un altro, fino ad espellerlo perché viva, è uno dei più grandi miracoli e, forse, l’atto corporeo più coraggioso, di cui è capace soltanto una madre.
Il grembo, poi, si apre, rilascia la vita, non la tiene per sé: la consegna, la espone, la rende possibile, si svuota affinché un altro possa venire all’esistenza.
I gesti e le parole di Maria e di Elisabetta diventano la cassa di risonanza del loro grembo, della misericordia che si manifesta attraverso le pareti della loro interiorità. Gesù sta imparando già qui, fin da questo momento, il volto misericordioso del Padre. Lo riconosce tramite il corpo ospitale di sua madre, sentendo il suo coraggio tenero e virile al tempo stesso, percependo il suo passo veloce verso la montagna e il saluto profetico della cugina.
Per comprendere un’intera vita è necessario non perdere il senso del suo inizio, del grembo che con stupore la ospita. Per questo il Natale del Signore ormai vicino inizia già dalla Visitazione, restituendoci i primi passi di Dio tra noi attraverso ciò che c’è di più intimo e corporeo: il grembo di donne che si incontrano e imparano dall’eco sorprendente delle viscere a riconoscere la misericordia che ci tiene in vita.
La gioia di Maria e di Elisabetta, nella mediazione dei grembi, diventa l’esultanza stessa di Gesù: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Allora ho detto: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”.FB_IMG_1543661947375

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