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La Traccia Domenica 16 Dicembre

LA TRACCIA – Un pensiero per domenica

Domenica 16 dicembre – 3° di Avvento (anno C)
BENEFICO REALISMO
(Lc 3, 10-18)

C’è un realismo cinico, che brucia sistematicamente i sogni e mortifica ogni slancio coraggioso della speranza. Ma c’è anche un realismo benefico, che fa riconciliare con il proprio limite e permette di non fuggire con troppa facilità dalle cose quotidiane di cui è intessuta l’esistenza di tutti. E’ il realismo dell’incarnazione di Dio: nessuna utopia troppo astratta e astrusa, ma trasformazione della vita e del mondo umano dall’interno, poco per volta, nel silenzio dei cambiamenti di ogni giorno.
Anche a noi succede di domandare: “Che cosa dobbiamo fare? Chi salverà il mondo?”. E’ un interrogativo legittimo, ma che può diventare ambiguo se nasconde l’idea che la risposta debba essere cercata distante da noi, in un sogno così irreale da risultare in ultimo del tutto insignificante. Nasce da qui la mentalità della delega, nell’attendere all’infinito le condizioni ideali per agire che non arriveranno mai.
Ecco perché il realismo di Giovanni Battista, e più in generale di tutto il vangelo, è una benedizione: c’è qualcosa che puoi e devi fare tu, che dipende dal tuo coinvolgimento, che si muove a partire da ciò che tu sei, da ciò che già stai vivendo, dalle responsabilità nelle quali ti trovi. Se sei un soldato, inizia a non essere violento quando non è necessario, se sei esattore delle tasse non praticare l’usura, sii onesto e trasparente nel tuo lavoro, nel tuo parlare, abbellisci la vita quotidiana della tua famiglia coltivando relazioni buone, o se hai compiti educativi svolgili al meglio, con serietà e competenza. E’ un elenco che tutti possiamo completare, a partire dalle nostre storie concrete.
Questo è il realismo che ci salva, perché non ci fa fuggire da ciò che possiamo e dobbiamo fare in quanto è adatto a noi, è alla nostra portata, chiedendoci di essere diversi e più nuovi dentro le cose comuni che già viviamo.
Un realismo così non solo non spegne i sogni, ma comincia a renderli possibili, concretizzabili, tramite una responsabilità fattibile, vivibile, a cui non possiamo sottrarci con la scusa che tanto non si può cambiare nulla.
Inizia a cambiare tu, senza rifugiarti in un passato nostalgico che neppure conosci, non lasciarti cadere le braccia e allora qualcosa inizierà a germogliare. Benefico realismo dell’incarnazione di Dio, che illumina di umanità e di liberante responsabilità ogni più semplice scampolo della nostra quotidiana esistenza! Senza fuggire!

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