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La Traccia Domenica 30 Settembre

LA TRACCIA – Un pensiero per domenica

Domenica 30 settembre – 26° domenica del Tempo Ordinario (anno B)
LA TENTAZIONE DELL’IMMOBILISMO
(Mc 9,38-43.45.47-48)

Salta subito all’occhio il contrasto tra la dinamicità di Gesù e l’immobilismo dei discepoli. Se ritieni che il mondo intero si identifichi con te e con ciò che già pensi di conoscere molto bene, non avrai gli occhi per accorgerti del vangelo all’opera dove meno te lo aspetti. Rischi di arrugginire, di diventare vecchio prima del tempo, di appesantire mente e cuore.
I segni dello Spirito, invece, smuovono e fanno muovere, aprono porte, sciolgono i sensi perché siano in grado di percepire senza invidia la benedizione di Dio dovunque ci sia qualcuno che si prende cura della vita umana ponendo gesti che liberano dal male.
L’immobilismo è la tentazione più grande: non fa spazio alle nuove generazioni, riempie l’aria di cinismo, spegne i sogni e i desideri di futuro. Aggroviglia gli affetti e disabitua il corpo a lasciarsi ferire e toccare dalla vita che va avanti, dai volti e dalle storie imprevedibili che ci stanno attorno e ci attraversano.
Gesù chiede ai suoi discepoli di essere sensibili alla dinamicità dello Spirito e lo fa indicando loro un esercizio faticoso: lavora su di te, sulla tua interiorità, non avendo timore di tagliare via ciò che intristisce, o ti fa cadere nella tentazione di rimanere sempre uguale, fisso, insensibile, stagnante.
La capacità di cogliere il vangelo all’opera al di là dei propri recinti passa tramite questo vero e proprio “snellimento”: se non togli mai via niente, pur di avere tutto sotto controllo, ti allarghi sempre di più, senza limiti, e poco per volta non potrai più muoverti. Non solo, ma tutto ciò che ti chiederà di sollevarti, di guardare più in là, invece di essere riconosciuto come una buona notizia di respiro e di freschezza, ti entrerà dentro come una minaccia da cui difenderti, fosse anche un gesto immediato come l’offerta di un semplice bicchiere di acqua per la tua sete.
Aiutaci, Signore, a non cedere alla tentazione dell’immobilismo che crea scandalo, inciampo, perché non fa camminare né noi, né gli altri. Donaci la scioltezza del tuo Spirito, per essere aperti alla tua imprevedibile benedizione. Anche e soprattutto dove meno ce l’aspettiamo.

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