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La Traccia Domenica 13 Maggio

LA TRACCIA – Un pensiero per domenica

Domenica 13 maggio – Ascensione del Signore (anno B)
RIMANERE NELLA STORIA
(Mc 16, 15-20)

Gesù si sottrae allo sguardo dei discepoli, non per uscire dal mondo, ma per attrarre a sé la storia di ogni uomo che si disponga a fidarsi di Lui nella libertà dello Spirito.
Per questo il cristiano, più che guardare in alto, impara a guardare davanti, perché riconosce nel Signore Risorto la sua buona destinazione e, al tempo stesso, guarda in profondità, dentro le cose di tutti i giorni, sapendo che i segni del Risorto non conducono in un cielo distante, ma chiedono di rimanere nella storia in modo nuovo, rinnovato, senza fughe in un altro mondo.
Quali sono questi segni, impressi in modo indelebile sul terreno dei nostri giorni? Quali sono i tratti che accompagnano i discepoli, fino alla fine dei tempi?
“Scacceranno i demoni”, che vuol dire: “allontaneranno da se stessi ciò che divide, separa, intristisce l’animo, aiutando gli altri a fare altrettanto, a non cedere al risentimento che chiude il cuore”.
“Parleranno lingue nuove”, che significa: “cercheranno di farsi capire, costruiranno ponti per comunicare con chi ancora non conoscono, impareranno a riconoscere l’agire di Dio là dove meno se lo aspettano, dando parole e grammatica alla novità di cui lo Spirito è capace”.
“Prenderanno in mano i serpenti”, che può essere tradotto: “affronteranno le ferite, chiamando il male con il suo nome ed evitando che le parole velenose, ambigue, mortifichino gli affetti e il desiderio di comunione”.
E infine, “imporranno le mani ai malati”, cioè si abitueranno a prendersi cura di chi soffre, di chi è solo, di chi si ritrova in ogni genere di debolezza.
Così il cristiano, in compagnia di tutti gli uomini, non guarda nostalgico il cielo, ma rimane nella storia guardando in avanti. La destinazione ultima della risurrezione si anticipa già qui ed ora nelle impronte dei piedi, quando si cammina guarendo dalla tristezza e dal rancore, cercando di capirsi a vicenda, affrontando con fiducia le ferite e prendendosi cura con gioia di chi cerca vicinanza.
Queste tracce cambiano il mondo, in silenzio, senza essere patrimonio esclusivo dei discepoli di Gesù, eppure consegnate a loro perché ne diano testimonianza, a favore di tutti.
D’altronde il Risorto non fa rumore, non si impone mai, ma si sottrae allo sguardo per essere esclusivamente riconoscibile in tutti i gesti che rendono l’uomo davvero umano.

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